False sneakers Golden Goose su Facebook, sanzionati anche gli acquirenti

In seguito ad una segnalazione di Golden Goose Deluxe Brand, assistita dall’avv. Marella Naj-Oleari, la Guardia di Finanza di Cesena ha riscontrato la promozione e commercializzazione attraverso una pagina Facebook, di alcuni modelli di scarpe Golden Goose contraffatti.

Secondo quanto appurato nel corso delle indagini, il venditore raccoglieva gli ordini dagli utenti attraverso il social network e poi li inoltrava al produttore cinese che si premurava di spedirli direttamente ai clienti.  Incrociando i dati della corrispondenza Facebook e gli estratti della carta Poste Pay utilizzata per ricevere i pagamenti, la GdF ha potuto individuare gli acquirenti dei prodotti contraffatti nei cui confronti è stata elevata una sanzione amministrativa.

Il fenomeno non è nuovo:  come rivelato di recente da Il Sole 24 Ore, i social media stanno diventando un canale sempre più importante di diffusione della contraffazione. I falsari postano foto di borse, scarpe, abbigliamento utilizzando i marchi (e talvolta anche le immagini) dei prodotti originali. I prezzi non si discostano eccessivamente dal prezzo del prodotto così da essere compatibili con un prezzo di  svendita o da outlet. L’utente del social media che manifesta interesse per l’acquisto viene invitato a contattare tramite Whatsapp o altre piattaforme il venditore e a pagare in anticipo attraverso Paypal o sistemi analoghi. Dopo due o tre settimane all’utente viene recapitata tramite corriere la merce che in genere è falsa e proviene dalla Cina.

Si tratta di un tipo di pirateria molto insidiosa che vede coinvolti come “intermediari” persone che nel mondo reale hanno ben altre occupazioni, come studenti, casalinghe, elettricisti, i quali agiscono come veri e propri rivenditori, senza alcun rischio economico (ordinano infatti “sul venduto”, senza farsi un magazzino) ma con grandissimi rischi dal punto di vista legale. Il nostro ordinamento considera infatti reato non solo la produzione ma anche la commercializzazione o l’importazione di prodotti recanti marchi contraffatti (474,  517 e 517ter cod. pen.).

 

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